In Italia[..]il confronto con gli altri mercati avanzati risulta penalizzante: lo scorso anno, la Pubblica Amministrazione italiana è stata quella che ha dedicato minori risorse alle tecnologie dell’informazione rispetto al prodotto interno lordo (PIL) (figura 1.23). Anche da un punto di vista dinamico, lo scenario non è confortante: nel biennio 2007-2008, la Pubblica Amministrazione italiana, nelle sue articolazioni centrali e locali, ha ridotto, invece di aumentare, la spesa in information technologies.
estratto della relazione firmata da Corrado Calabrò presidente dell AgiCom a p. 65. Scaricala qui
L’Italia è ancora parecchi passi indietro rispetto al resto d’Europa per la diffusione della banda larga. Pochi utenti e qualità del servizio scadente per molti di essi. Esclusi una piccola percentuale di privilegiati che usufruisce di connessioni su fibra ottica il resto del bel paese soffre di una carenza infrastutturale ma anche culturale notevole a causa del digital divide, in particolare al sud
AgCom, l’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha infatti stilato un rapporto sulla stato dei media italiani. In questo articolo ci occuperemo di internet e dell’incidenza che la banda larga e gli operatori che la offrono nel nostro paese hanno sull’u
Relativamente all’analisi sulla diffusione di internet emergono i seguenti punti:
Questo è dovuto al potere che detiene telecom italia sulle infrastutture presenti. Controlla in media quote di mercato speriori al 50% in tutte le regioni italiane. Ma in alcune regioni i competitors di telecom risultano quasi assenti, il peso di Telecom Italia varia sia con riguardo alle diverse regioni (dal 94% della Calabria a meno del 70% del Lazio) sia, soprattutto, con riferimento ai principali comuni italiani, dove mediamente possiede una quota di mercato di circa il 55%

L’assenza di competitors che riescano ad esercitare una concorrenza su tutto il territorio e non imitandosi, come accade oggi, alle grandi città e alle regioni del nord-est, comporta una forte disomogeneità sul territorio in termini di possibilità di scelta sul mercato con un conseguente aumento della spesa da parte dell’utenza finale. Questa situazione mette in particolare difficoltà le regioni del sud, dove un reddito mediamente inferiore e una minore scolarizzazione fanno diminuire notevolmente l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nelle loro diverse declinazioni ed applicazioni.
In questo quadro come si pone l’italia rispetto alle altre nazioni europee e alla media europea (EU27)? Ovviamente non bene. La penetrazione degli accessi ad internet nella popolazione è in percentuae inferiore rispetto alle altre nazioni europee.

Questo quadro si limita alle connessioni a banda larga su rete fissa. Le connessioni di tipo umts/hdspa di recente sviluppo non occupano ancora quote di merca rilevanti.
Lo sviluppo della diffusione di internet e delle realta commerciali e culturali ad esso connesse passano per una rete di infrastutture come la fibra ottica o il wi-max che ancora è in balia della burocrazia.
Ovviamente il ruolo principale nella realizzazione è assunto dallo stato che però pare non interessarsi a rendere competitiva l’Italia ai livelli delle sorelle eupee.

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Pigg è un porcellino simpatico e divertente che sguazza nel fango mediatico del terzo millennio.
Si nutre di cultura digitale e resti di media tradizionali. Ingrassa abbuffandosi con pezzi di internet, parti di blog e stralci di informazione. Il suo sport preferito è come per tutti i maiali quello di rotolarsi in pozze di fango di bit, colorate di ottimismo giovanile e belle speranze per un futuro roseo.
Flash e indicizzazione: una svolta? | Rubric
luglio 13th, 2010 at 16:27
[...] velocità di connessione con la sicurezza di una buona copertura (sebbene non eccellente, vedi i problemi di digital divide del nostro paese), pareva essere destinato a perire sotto la scure dei suoi stessi limiti, il peso (cioè la [...]